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La Mugilla, le donne del vino laziale puntano su territorio e inclusione sociale

Offrire un calice di vino laziale per farne apprezzare qualità e territorialità in luoghi di grande bellezza, in alberghi o ristoranti. È quanto fa la sommelier Ilaria Palumbo, vice presidente di Assoenologi, ambasciatrice di una sorta di cooperativa tutta al femminile creata insieme a tre produttrici di aree regionali diverse, per un centinaio di ettari vitati, unite in un progetto condiviso di territorio e di impresa. Il loro obiettivo va oltre la sfida di affrontare insieme le sfide dei mercati perchè l’idea fondante prevede iniziative sociali e inclusive, dalla promozione delle tradizioni dei rispettivi territori alla valorizzazione del lavoro delle donne nella filiera del vino fino al sostegno di lavoratrici con fragilità o in situazioni familiari difficili. È nata così Mugilla Women Wine Società Cooperativa Agricola e a dare nome al brand La Mugilla è un’antica città latina ai piedi dei Colli Albani scomparsa nel 489 a.C. a seguito dell’invasione dei Volsci.

La Mugilla, le donne del vino laziale puntano su territorio e inclusione sociale Ilaria Palumbo con i vini de La Mugila

Etichette in romanesco per raccontare il vino laziale senza formalismi

Ilaria Palumbo ne ha parlato nel corso di “Calici sui tetti” un incontro-degustazione sulla terrazza panoramica del 7 Heaven del del Gruppo Kerten Hospitality,

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