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Ecobonus 2027, salta il 65%: come cambiano le detrazioni e chi rischia di perdere lo sconto più alto

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Chi aveva programmato di sostituire gli infissi, installare una pompa di calore o migliorare l’isolamento termico della propria abitazione sperando in un incentivo più generoso dovrà rivedere i conti. Il ritorno dell’Ecobonus al 65%, ipotizzato nelle settimane precedenti alla presentazione della legge di Bilancio 2027, non compare infatti nel testo della manovra approvato dal Consiglio dei ministri, che sceglie invece di mantenere per un altro anno le percentuali già applicate nel 2026, evitando il taglio che sarebbe scattato automaticamente dal prossimo gennaio.

Una decisione che interessa milioni di proprietari, famiglie e condomini alle prese con lavori di ristrutturazione e interventi per ridurre i consumi energetici, soprattutto in un momento in cui il costo delle opere edilizie continua a rappresentare un investimento importante e la possibilità di recuperare una parte della spesa attraverso le detrazioni fiscali può incidere concretamente sulla decisione di avviare o rinviare un cantiere.

La buona notizia è che le agevolazioni non subiranno la riduzione inizialmente prevista per il 2027, almeno secondo il disegno di legge attualmente all’esame del Parlamento. Quella meno favorevole è che non arriverà, per il momento, neppure il potenziamento al 65% che avrebbe consentito di recuperare una quota maggiore delle spese sostenute per migliorare

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