di Danilo Taino
Le dimissioni anticipate della presidente accelerano la scelta del suo successore, prima delle elezioni francesi del 2027. Ma il nuovo vertice dovrà affrontare la possibile crisi dei conti pubblici di Parigi
Febbre francese alla Banca centrale europea. Nei prossimi mesi, la temperatura sarà alta: un virus che ha origine a Parigi è entrato nelle torri di Francoforte. Non solo perché Christine Lagarde, nata non lontano dall’Opéra Garnier, ha annunciato le dimissioni anticipate da presidente. Soprattutto perché la ragione del suo passo indietro nasce dalla situazione politica dell’Ottagono e perché la sfida maggiore che la Bce dovrà affrontare nel 2027 saranno i guai di finanza pubblica in Francia.
Lasciare la banca centrale per trasferirsi con ogni probabilità a Cologny — Canton Genève — a guidare il World Economic Forum (quello del summit di Davos) non può essere raccontato come un passo verso una posizione più prestigiosa: c’è qualcosa di più grande e serio a motivare la scelta.
Il fattore Le Pen
Il mandato di Christine Madeleine Odette Lagarde scade tra un anno, alla fine del prossimo ottobre, ma la presidente abbandonerà il posto il 7 febbraio, dopo la prima riunione del Consiglio dei governatori del 2027. La




