di Elena Papa
Serve una sensibilità capace di bilanciare densità urbana, durata dei materiali e il nostro legame con il pianeta. Il collegio nel bosco del Sol Levante per combattere il calo demografico e il recupero del Seminario meneghino
«A noi uomini la natura non basta: dobbiamo elaborarla con i nostri parametri, ma la vera sfida oggi è farlo in modo intelligente e saggio». Racconta Michele De Lucchi, architetto e fondatore di Amdl Circle. E se elaborare la natura significa prima di tutto ripensare la nostra invenzione più grande — la città —, è proprio da qui che comincia la sfida. Opera d’ingegno che incarna la storia della civiltà, la città ci ha insegnato a convivere a stretto contatto, regalandoci il senso profondo dell’urbanità.
Concepire un nuovo ruolo della città
Tuttavia, la crescita impetuosa degli ultimi cinquant’anni ha dissolto i confini tradizionali, ponendoci di fronte a sfide di scala globali — dalla demografia all’intelligenza artificiale e al clima — non più gestibili con gli strumenti del passato. In questo scenario, come ricorda De Lucchi, non basta più concepire la città come una macchina di solo consumo: occorre una nuova sensibilità capace di bilanciare densità urbana, durabilità dei




