La campagna 2026 del pomodoro da industria si è chiusa in Italia con una produzione di 6,3 milioni di tonnellate, in crescita rispetto allo scorso anno. Un risultato che conferma il Paese al secondo posto nella produzione mondiale, alle spalle degli Stati Uniti e davanti alla Cina. Per le aziende di trasformazione, tuttavia, l’aumento dei volumi si accompagna a una pressione crescente sui costi industriali, soprattutto per l’energia.
Pomodoro da industria, Italia seconda al mondo: trasformate 6,3 milioni di tonnellate Pomodoro da industria, superfici coltivate in aumento nel 2026
Secondo i dati diffusi da Anicav, l’Associazione nazionale industriali conserve alimentari vegetali, la campagna ha interessato una superficie complessiva di 86.382 ettari, in aumento rispetto al passato. Di questi, 48.313 ettari si trovano nel Bacino Nord e 38.069 nel Bacino Centro Sud. Sul fronte della trasformazione, i quantitativi risultano distribuiti in modo sostanzialmente equilibrato tra le due aree produttive. Nel Bacino Centro Sud sono state lavorate 3,1 milioni di tonnellate di pomodoro, mentre nel Bacino Nord il trasformato finale ha raggiunto 3,2 milioni di tonnellate.
Gas ed elettricità, i rincari mettono sotto pressione le aziende
Il bilancio quantitativo positivo non




