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Paolo Buonvino: «Racconto la perfezione dell’imperfetto di frate Favino»

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di Federica Maccotta

Il compositore è l’autore della colonna sonora di «Dio ride» di Giovanni Veronesi, in questi giorni nelle sale

«Sono andato a vedere il film cercando un modo gentile per declinare la proposta. Poi mi sono reso conto che non potevo dire di no». Il compositore Paolo Buonvino ha un’urgenza quasi mistica nel parlare della colonna sonora di Dio ride, diretto da Giovanni Veronesi (al cinema dal 29 ottobre, quando esce anche la colonna sonora). 

La pellicola, ambientata nel Seicento, racconta il tumultuoso rapporto tra un frate (Pierfrancesco Favino) e un inquisitore (Silvio Orlando). «È di una modernità straordinaria: prima era la chiesa, oggi è il potere economico, politico e tecnologico che pretende di farsi dio. Generando nuove schiavitù, incatenate allo schermo da scrollare e all’algoritmo che amplifica le religioni», spiega il musicista e compositore siciliano, 58 anni, autore di molte colonne sonore (come quella di Caos calmo, con cui ha vinto David di Donatello e Nastro d’Argento). 

Buonvino aveva in programma di dedicarsi per un po’ ai live, ma gli è bastato vedere il film per cambiare idea. «Scuote l’assetto dell’interiorità, ti fa immaginare la versione migliore di te che potresti essere», spiega.

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