Alle elezioni americane di midterm nel secondo mandato è una regola quasi sempre rispettata che perda il partito del presidente, ma Donald Trump rischia di subire una sconfitta più pesante del solito. I sondaggi indicano un’ondata di voti a favore dei democratici, alimentata in primo luogo dal carovita, a cui ha contribuito anche la guerra con l’Iran. Ma c’è una differenza fra vincere il voto popolare e conquistare il potere a Washington. Il sistema elettorale americano talvolta può trasformare un trionfo di consensi in una vittoria parlamentare modesta. Oppure, se l’ondata sarà abbastanza forte, può consegnare ai democratici il controllo di entrambe le Camere del Congresso. Con conseguenze che andrebbero ben oltre la politica interna degli Stati Uniti.
Il primo dato da cui partire è il vantaggio nazionale dei democratici, vicino ai nove punti percentuali nelle rilevazioni analizzate da Nate Cohn, esperto di sondaggi del New York Times. È un dato significativo anche per la provenienza: il quotidiano newyorchese è schierato nel campo progressista e non ha mai nascosto la propria ostilità a Trump. Ma Cohn è il primo a mettere in guardia contro le illusioni del suo pubblico. Le elezioni del 2016 e del 2020 insegnano che i sondaggisti




