Manuel Freire accende la seconda sigaretta a pochi minuti dalla prima. Si sente appena il suono della sua voce: “Non perdo la speranza, non posso perderla”. Abita a Siviglia, ma vive qui, alla Casa de Ejercicios del Buen Pastor, a Toledo, da giorni. E da giorni combatte contro l’incertezza. José Ángel, suo fratello, 54enne, è tra i desaparecidos della tragedia ferroviaria di Urda (Toledo) che mercoledì ha scosso l’intera Spagna. “Non ho rabbia, non posso disperdere energia arrabbiandomi. Devo pensare a mio fratello”, continua.
Il bilancio di uno dei disastri ferroviari più gravi mai successi in Spagna è al momento di 69 morti, 110 feriti e decine di scomparsi.
Ieri la Guardia Civil ha invitato tutti i parenti di primo grado dei passeggeri desaparecidos a recarsi nei punti di raccolta per prelevare i campioni di Dna e confrontarli con quelli delle vittime non ancora identificate.
Passano le ore, cresce l’angoscia. Tutti aspettano i risultati degli esami. Il presidente di Castilla-La Mancha Emiliano García-Page non scarta la possibilità che il numero delle vittime aumenti. “Ci sono 70 denunce di persone scomparse, non escludiamo che ci possano essere altri decessi”, ha riferito stamani, dopo la riunione




