di Federico Fubini
Il presidente francese non vuole che sia Le Pen a esprimere la volontà di Parigi sulla nuova guida Bce. E Lagarde pensa al suo futuro. Hernandez de Cos e Knot per la successione
Le circostanze e i tempi suggeriscono due spiegazioni, entrambe valide e attive, per le dimissioni prima del tempo di Christine Lagarde dalla posizione di presidente della Banca centrale europea.
Il ruolo di Macron
La prima è che Emmanuel Macron vuole contribuire alla scelta del successore, senza lasciare quel ruolo a Marine Le Pen se sarà la leader di estrema destra a vincere le presidenziali di primavera in Francia. La scadenza naturale di Lagarde sarebbe arrivata fra un anno esatto e i governi europei avrebbero nominato solo nel giugno del 2027 la persona destinata a prendere il suo posto: a quel punto per la Francia avrebbe contribuito il prossimo o la prossima presidente; e benché in questo caso nessun Paese ha un diritto di veto, sarebbe difficile nominare un leader della Bce per i prossimi otto anni contro la volontà espressa da Parigi.
L’opportunità del World Economic Forum
C’è poi una seconda ragione per le dimissioni anticipate, più personale. Lagarde, un avvocato di




