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Se si spengono i trattori e si abbassano le saracinesche muore il made in Italy. E sta succedendo

Ci riempiamo spesso la bocca della formula “made in Italy“. Ci inorgoglisce vedere il tricolore stampato sulle confezioni che riempiono gli scaffali dei mercati esteri e delle nostre città. Ma chi vive e studia questi territori sa bene che quel tricolore rischia di trasformarsi in una facciata rassicurante dietro cui si nasconde una realtà che si sta sgretolando.

Made in Italy, dietro le etichette si indebolisce la rete dei produttori

​Dietro quelle etichette non ci sono semplici marchi commerciali: ci sono le vite, le fatiche e le mani di chi produce il nostro cibo ogni giorno. Eppure, attraversando le nostre campagne e i nostri borghi, assistiamo da anni a uno spettacolo doloroso e silenzioso: la rete produttiva dell’agroalimentare si fa sempre più sottile, logorata, a tratti spezzata. Le botteghe chiudono, i campi si svuotano.

Dietro i prodotti simbolo del Made in Italy agroalimentare ci sono competenze artigiane e piccole attività produttive la cui continuità dipende anche dal ricambio generazionale Dietro i prodotti simbolo del Made in Italy agroalimentare ci sono competenze artigiane e piccole attività produttive la cui continuità dipende anche dal ricambio generazionale

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