
di Alessandro Sala
In Usa un allevatore sta cercando di dare vita a quella che a suo dire è la razza ideale. Ma ne abbiamo davvero bisogno?
Questo intervento è stato inizialmente pubblicato sulla newsletter «Animali» del Corriere della Sera. Per riceverla gratuitamente tutti i venerdì mattina via mail è sufficiente iscriversi QUI.
Nel mondo anglosassone vengono spesso chiamati «fox dog» tutti i cani che hanno una vaga somiglianza con le volpi, perché hanno magari il muso allungato, la lunga coda e un colore che tende al rossiccio. E quelli da pastore che rientravano in questa categoria, nelle campagne inglesi e scozzesi venivano chiamati «fox collie», perché collie erano un po’ tutti i cani da pastore, da col, che indicava il colore scuro delle pecore un tempo prevalentemente allevate. Oggi il «Fox Collie» è una nuova razza di cane, o almeno ci prova ad esserlo.
Non è ufficialmente riconosciuta, ma un allevatore americano autodidatta, che in realtà nella sua vita di tutti i giorni è soprattutto un commerciante di vini, ha deciso di dare vita a una nuova linea di sangue partendo dai McNab, un’altra razza che non è mai stata codificata dai principali enti cinofili, evoluzione




