di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
La Lega spinge per anticipare l’uscita dal lavoro e nella Manovra potrebbe entrare un fondo per finanziare la misura. Dai requisiti alle possibili penalizzazioni sull’assegno, ecco cosa cambierebbe
Andare in pensione a 64 anni anziché aspettare i 67. È la promessa sulla quale Matteo Salvini torna a insistere in vista della Manovra 2027, assicurando che nella maggioranza c’è l’accordo e che le risorse saranno trovate. Ma tra l’annuncio politico e la sua realizzazione c’è ancora una distanza da colmare. Secondo le ricostruzioni emerse dopo il vertice di maggioranza, il compromesso prevederebbe per ora la costituzione di un fondo destinato a finanziare nuove forme di pensionamento anticipato. Le risorse sarebbero disponibili dal 2027, mentre requisiti, beneficiari e modalità di accesso verrebbero definiti con un successivo provvedimento. Sul tavolo resta l’ipotesi di consentire l’uscita a 64 anni con almeno 36 anni di contributi, ma non è ancora una misura approvata. Ecco chi potrebbe beneficiarne, quanto potrebbe incidere sull’assegno e che cosa cambierebbe rispetto alle regole attuali.
Quali sarebbero i requisiti per andare in pensione a 64 anni?
La proposta della Lega prevede un’età minima di 64 anni e almeno 36 anni di contributi versati. Una combinazione




