
di Corriere Animali
Un’ora per noi può fare poca differenza, perché l’orologio ci aiuta a capire. Gli animali, invece, percepiscono le variazioni con ansia e ne restano scombussolati. Ecco i suggerimenti della veterinaria su come intervenire
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre le lancette torneranno indietro di un’ora, segnando il passaggio dall’ora legale all’ora solare. Per le persone significa dormire sessanta minuti in più, e solo una parte di noi subisce uno scombussolamento reale, salvo il primo giorno. Ma per cani e gatti può tradursi in uno sfasamento dal loro ritmo biologico: il pasto sembra arrivare in ritardo, il buio cala prima durante la passeggiata e il ciclo sonno-veglia può cambiare improvvisamente.
Gli animali domestici non leggono l’ora, ma organizzano la giornata attraverso i ritmi circadiani e una successione di eventi prevedibili: la sveglia, le uscite, i pasti, il gioco e il rientro della famiglia. Quando questi riferimenti si spostano tutti insieme, alcuni animali possono mostrare impazienza, maggiore attivazione o comportamenti insoliti, perché il loro orologio biologico ha bisogno di tempo per adattarsi alla nuova routine.
Non tutti, però, reagiscono allo stesso modo: alcuni possono risentire maggiormente del cambiamento, mentre per altri



