L’argento olimpico di discesa domani debutta a Soelden e in testa ha già la sfida a Odermatt dei prossimi anni. Ma l’azzurro, in questa intervista, ci parla anche dei suoi sugli sci, quando sfidava il futuro numero uno del tennis…
Giornalista
24 ottobre – 08:36 – MILANO
Il ragazzo del caffè è diventato uomo. E adesso toccherà ai compagni di squadra riverirlo con qualche gentilezza non richiesta come si fa con i campioni e come si comportava lui nei confronti dei veterani quando era una matricola. Giovanni Franzoni, da ragazzino, sognava di diventare campione tra i pali stretti dello slalom, e invece si è scoperto mago della velocità: prima il trionfo in superG a Wengen, poi il trionfo in discesa a Kitzbuehel, l’università della neve, infine l’argento olimpico sulla Stelvio di Bormio. Ma il sogno della polivalenza, e quindi di una Coppa generale da avvicinare, ora più che mai popola i suoi pensieri. E infatti domani ci sarà anche lui a Soelden, al cancelletto di partenza del gigante. La sfida è appena cominciata.
Giovanni, partendo proprio dai ricordi olimpici, che estate è stata la




