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Se Netanyahu e Trump perdono le elezioni, la guerra all’Iran si ferma? Perché la risposta è no (ed è vero, semmai, il contrario)

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di Gianluca Mercuri

Le possibili sconfitte di Netanyahu (nelle elezioni israeliane di oggi) e di Trump (in quelle americane di midterm del 3 novembre) spegneranno la guerra? La risposta più probabile è no: ecco perché

(Questo articolo è stato pubblicato su Rassegna Stampa, la newsletter del Corriere: per riceverla basta iscriversi a Il Punto, e lo si può fare qui) 

Domanda: le probabili sconfitte di Benjamin Netanyahu nelle elezioni israeliane di oggi e di Donald Trump nelle elezioni americane di midterm del 3 novembre contribuiranno a spegnere il conflitto da loro avviato il 28 febbraio?

La risposta istintiva, dettata da buon senso, sarebbe sì.

La risposta razionale, dettata dalla logica, è no.

Una logica perversa naturalmente, adattata alla personalità dei due leader e a quelle dei loro nemici. Ma è anche la logica classica che tende spesso a procrastinare la fine dei conflitti: i calcoli sbagliati, l’interpretazione estensiva delle mosse o delle intenzioni altrui, la scintilla imprevista.

Solo che qui è tutto abbastanza prevedibile.

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