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Risparmi, capitali e fondi pubblici: le leve per fare una manovra che favorisca la crescita del Paese

di Stefano Caselli

La Finanziaria deve uscire dalla strettoia del debito e favorire la crescita del Paese. Come? Conti in banca dedicati. Benefici fiscali mirati. E il Patrimonio destinato di Cdp…

La strada della manovra finanziaria è stretta, come ogni anno, e si restringe ulteriormente oggi in presenza di spinte al rialzo dei tassi di interesse e di tensioni sui prezzi, a partire dall’energia. Ogni scelta si pone in alternativa ad altre. È quindi più che mai necessario mantenere un equilibrio che non solo riporti al 3% il rapporto tra deficit e Pil, ma dia anche soprattutto un segnale forte di fronte alle nuove paure sui debiti pubblici. Qualsiasi deviazione sarebbe punita dal mercato, traducendosi in tassi ben più alti sul nostro debito. Non è questa la direzione da imboccare ed è chiaro a tutti. Il rispetto di questo vincolo obbliga però a misurare ogni decisione: quanto spendere, per quali obiettivi e a favore di chi. Un passaggio stretto, nel quale ogni intervento riduce lo spazio disponibile per gli altri. Occorre allora, per quanto possibile, uscire da questa strettoia con un cambio significativo di prospettiva e di strategia: allargare il campo di gioco per puntare alla crescita

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