
di Simone Canettieri
Vicino l’accordo per il candidato sindaco di Roma
L’accordo c’è, anche se non si può spifferare ancora ai sette Colli. Dopo «la guerra dei dieci anni», Pd e M5S sono pronti ad abbracciarsi sotto la Lupa capitolina. Già, la caccia al bis del sindaco dem Roberto Gualtieri in Campidoglio passa dall’intesa al primo turno con i grillini: alla buvette di Palazzo Senatorio non si parla d’altro (a partire, addirittura, dalla fanta-giunta: Linda Meleo, capogruppo M5S, è già data come vicesindaca).
Prove di Campo larghissimo sulle sponde del Tevere, con anche Italia viva e (pare) Azione pronti ad aderire alla coalizione. Così Roma diventa — ancora una volta — un laboratorio. Questa volta tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein. Senza primarie né contese ucraine. D’altronde il rapporto tra l’ex premier M5S e il suo ministro dell’Economia Gualtieri (nel governo giallorosso) è a prova di bomba e di Covid, gestito insieme. Tanto che, non è un mistero, Conte lo avrebbe visto bene come «terzo nome» per Palazzo Chigi. Svanita questa possibilità, l’accordo viene dato come «un fatto naturale» da ambo le parti e come un esame di leadership per il sindaco che ama la storia e la chitarra.




