di Redazione Economia
La distribuzione dei redditi migliora nel 2025, con l’indice di Gini che scende a 31 punti dal 32,2 dell’anno precedente. Ma il divario con l’Europa resta ampio e quasi un minore su quattro a rischio povertà, contro il 19,6% della Ue
In Italia la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi è scesa nel 2025 al livello più basso dal 2014, ma resta superiore alla media europea (qui la mappa europea con l’analisi sui redditi e le disuguaglianze). Secondo le tabelle Eurostat, il coefficiente di Gini, l’indicatore utilizzato per misurare quanto il reddito sia distribuito in modo diseguale nella popolazione, è passato da 32,2 a 31 punti. Un miglioramento che non basta a colmare la distanza con il resto dell’Unione europea, dove l’indice è diminuito più marginalmente, da 29,4 a 29,2.
L’indice Gini
Il coefficiente varia da zero, in una situazione di perfetta uguaglianza, a 100, quando tutto il reddito è concentrato nelle mani di una sola persona. Il dato italiano segnala quindi una riduzione delle disparità, ma anche una persistente difficoltà nel distribuire il reddito in modo più equilibrato. Nel confronto tra i Paesi Ue, la Slovacchia registra il valore più basso, pari a 23,




