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Cani soldato perfezionati geneticamente e poi clonati: l’idea dell’azienda che «risuscitò» il metalupo per rafforzare l’esercito Usa

di Alessandro Sala

Raccolti 200 milioni per un progetto di sviluppo di incursori a quattro zampe altamente selezionati con la riscrittura del loro Dna. Obiettivo: maggiore efficienza e riduzione delle importazioni di esemplari idonei dall’Europa

I cani alle guerre degli uomini hanno sempre partecipato loro malgrado, fin dai tempi antichi. Il cane corso italiano, per esempio, era utilizzato dalle legioni romane e il suo nome, che non ha nulla a che vedere con la Corsica, si riferisce proprio alla presenza nelle coorti imperiali. I cani in guerra oggi non vengono più utilizzati per gli assalti, non esistendo più le battaglie al fronte tra eserciti che si confrontano in un corpo a corpo. Sono utilizzati però come incursori da mandare in avanscoperta per documentare la situazione sul campo grazie a bodycam installate sulle loro pettorine o su appositi elmetti, vengono impiegati per la consegna di messaggi, per la ricerca di persone, come sentinelle e come supporto per le attività di sminamento grazie ad un fiuto allenato ad individuare sostanze esplosive. Qualche volta in passato sono stati utilizzati anche come kamikaze per raggiungere, con cinture esplosive, le postazioni nemiche, una pratica crudele che nessuno stato maggiore oggi ammetterebbe, almeno

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