
di Paola De Carolis
Alla vigilia della partenza di re Carlo per i Caraibi, fanno discutere le parole della segretaria generale del Commonwealth, Shirley Ayorkor Botchwey. Il ruolo del Regno Unite e della famiglia reale nella tratta degli schiavi è al centro di diversi studi
LONDRA – Il rapporto tra il Regno Unito e lo schiavismo? «Chiedere scusa non farebbe male». Fanno discutere le dichiarazioni della segretaria generale del Commonwealth, Shirley Ayorkor Botchwey, alla vigilia della partenza di re Carlo per i Caraibi, un viaggio che porterà il sovrano in alcuni paesi che chiedono riparazioni per i danni subiti per mano dell’impero britannico.
Se il tema è da mesi al centro dell’intensa preparazione per la visita del re alle Bahamas, a Guyana, Antigua e Barbuda – una trasferta che sfocerà nella riunione dei capi di governo del Commonwealth dall’1 al 4 novembre – l’intervento di Ayorkor Botchwey rappresenta una nota inaspettata.
Carlo non si asterrà dal riconoscere e riflettere sui «giorni più bui della storia» del Regno Unito, ma le indicazioni ricevute dal governo sono di evitare di scusarsi in modo diretto. Un’ammissione di colpa sarebbe d’altronde un dato legale non indifferente. È la linea osservata da primi




