
di Massimiliano Del Barba
In città il servizio è attivo, ma non ancora pubblicizzato da A2a sui propri canali digitali
Nel mondo vengono prodotte circa 80 miliardi di capsule di caffè all’anno (pari a circa 39 mila capsule al minuto). Solo in Italia, secondo il Sole 24Ore, lo scorso anno ne sono state consumate tre miliardi. Finora, il grosso finiva nell’indifferenziato, e quindi termovalorizzato oppure, peggio, finiva in discarica. Dallo scorso agosto tutto è però cambiato. Il nuovo regolamento dell’Ue, in sigla Ppwr, definisce le capsule monodose in alluminio o plastica a tutti gli effetti degli imballaggi e, quindi, conferibili nella raccolta differenziata senza prima essere svuotate dal caffé esausto. «Le capsule, anche se ancora piene di residui di caffè, vanno avviate direttamente ai circuiti di riciclo dedicati» dice l’Europa.
In provincia di Brescia i primi ad adottare la direttiva sono stati i Comuni della Valsabbia (mentre sul sito di Aprica, l’operatore del gruppo A2A, risulta che le capsule siano ancora da conferire nell’indifferenziato anche se, dall’azienda, assicurano che il servizio sia già attivo e verrà comunicato a breve quando l’app sarà aggiornata).
«Parliamo di 3,5 milioni le capsule di caffè utilizzate ogni anno nel



