
La comunicazione del ministro alla consueta riunione con i vertici politici e tecnici di Via XX Settembre
Non proprio mance, ma opere di bene per gli eletti alla ricerca del bis. In manovra ci sarà un fondo parlamentare da 300 milioni di euro per cercare di evitare il consueto assalto alla diligenza. Ma allo stesso tempo servirà anche a placare la smania dei parlamentari – di destra e di sinistra – alle prese con l’ultima finanziaria prima delle elezioni. Che segneranno il ritorno delle preferenze, quindi il contatto tra candidato e territorio.
L’annuncio – del fondo – è stato dato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti questa mattina durante la consueta riunione con i vertici politici e tecnici di Via XX Settembre. Al vertice erano presenti il viceministro Maurizio Leo, i sottosegretari (Lucia Albano, Federico Freni e Sandra Savino), il capo di gabinetto Stefano Varone e la responsabile della Ragioneria Daria Perrotta.
L’idea del fondo nasce come valvola di compensazione per evitare (o sperare) il Vietnam degli emendamenti, favorendo micro-norme locali e finanziamenti a pioggia per piccoli progetti territoriali richiesti dai singoli parlamentari di maggioranza e opposizione.
La trovata non è nuova: venne utilizzata anche lo scorso anno,




