
di Cesare Zapperi
Simbolo e segreteria, la strategia del leader leghista in vista del congresso straordinario di sabato e domenica a Milano
MILANO Matteo Salvini, tra una conferenza stampa e un sopralluogo in piazza Duomo, sta lavorando alla definizione del nuovo simbolo della Lega (sparirà sicuramente la parola premier) e alla possibile composizione dell’annunciata segreteria politica con la quale condividere le responsabilità della guida del partito fino alle Politiche del prossimo anno. Dall’altra parte, Massimo Garavaglia è impegnato in una corsa contro il tempo, e qualche ostruzionismo, a raccogliere le 80 firme a sostegno della sua candidatura a segretario da depositare ufficialmente entro le 12 di domani.
«Me ne mancano 4-5 e sono di varie parti d’Italia. Considerato che sono partito tardi, sono fiducioso. Ho fatto meno fatica a raccoglierle al Sud…» spiega il senatore ed ex ministro del Turismo che si considera comunque già in gara, pur senza coltivare ambizioni di vittoria. «È chiaro che con i delegati delle precedenti assise (400 eletti, 300 di diritto) non ho molte chance, ma voglio portare il mio contributo perché sia un congresso aperto, libero, con il sorriso sulle labbra. Dobbiamo togliere un po’ di rabbia che ci caratterizza




