di Riccardo Viale
L’Unione dei capitali non partirà senza levare gli ostacoli che frenano le decisioni dei singoli a investire. Come la percezione del rischio. Ci vuole una spinta gentile
Indirizzare i risparmi privati europei verso il rafforzamento dell’industria è diventato il pilastro strategico fondamentale per garantire la sopravvivenza economica, l’indipendenza e la competitività dell’Unione Europea nello scenario geopolitico globale. Il contesto attuale vede l’Europa stretta tra il dominio tecnologico degli Stati Uniti e la massiccia avanzata manifatturiera e strategica della Cina. In tutti i settori tecnologici l’Europa è in ritardo rispetto a Usa e la Cina. Nell’Ai il 90% del settore è in mano americane ed il 10% in quelle cinesi.
La Siu-Saving and Investments Union (Unione del risparmio e degli investimenti) viene introdotta dall’Ue per convogliare l’enorme massa di risparmi privati dei cittadini (oltre 10.000 miliardi di euro in depositi bancari) verso investimenti produttivi. Nel piano vengono presentate azioni che mirano a creare un’unione dei mercati dei capitali per finanziare l’economia reale, contrastando la dipendenza dai capitali americani. I punti chiave includono il lancio di un nuovo schema europeo per il risparmio a lungo termine, combinato con incentivi fiscali nazionali, entro il 2026. L’obiettivo è




