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Manovra, vertice di maggioranza: il testo slitta per la trattativa Ue

di Andrea Ducci e Enrico Marro

Meloni riunisce i leader per fare il punto e frena sull’Irpef. Discussione sul contributo delle banche

Il disegno di legge di bilancio non andrà in consiglio dei ministri oggi, anche perché il termine del 20 ottobre non è perentorio. «Slitterà di qualche giorno», è trapelato dopo il vertice di maggioranza, ieri sera, a Palazzo Chigi. Un piccolo rinvio, forse a mercoledì 28, per aspettare le risposte da Bruxelles alle richieste italiane di maggiore flessibilità sulla regola Ue della spesa. Per questo, si è trattato di un vertice «interlocutorio» (ce ne sarà un altro), anche se alcune indicazioni sono arrivate dalla stessa premier Giorgia Meloni, che avrebbe congelato per il momento l’ipotesi — per lungo tempo accreditata dal governo — di un aumento del secondo scaglione dell’Irpef (quello con aliquota del 33%) fino a 60mila euro di reddito, e avrebbe invece fatto sua la scelta di chiedere a banche e assicurazioni 5 miliardi per finanziare la manovra da 23,5 miliardi per il 2027, invitando però il vicepremier Matteo Salvini ad abbassare i toni, evitando di insistere sull’accusa di extraprofitti. Il tema è stato fortemente dibattuto. Forza Italia resta contraria a interventi non

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