
di Giovanni Bianconi
La prevenzione ostacolata dall’assenza di organizzatori e sigle conosciute
Dei 72 giovani manifestanti accompagnati in questura a Milano sabato, al culmine degli scontri in piazza Duomo e dintorni, 44 erano minorenni, e così 9 dei 16 arrestati. Tutti o quasi sconosciuti agli uffici di polizia, cioè senza precedenti o segnalazioni per fatti legati a tumulti di piazza o altri reati, tantomeno di militanza o vicinanza a qualche agglomerato politico.
Molti di questi sono italiani di seconda generazione, cioè figli di immigrati nati e cresciuti nelle periferie o nei centri della provincia, convogliati nel cuore della città per provocare o partecipare alle devastazioni e alle ruberie nei negozi di merce griffata che si sono replicate ieri. Tra le persone identificate in strada l’altra sera mentre si agitavano a viso coperto, ci sarebbero perfino un paio di dodicenni.
È la fotografia che emerge dai primi accertamenti sugli ultimi tumulti, e realtà simili si registrano a Bologna e in parte a Torino. Sebbene sotto la Mole risulti una componente politica più accentuata, giacché la presenza di Askatasuna e di una componente anarchica molto determinata ha sempre il suo peso, anche quando le iniziative sono innescate da altri.




