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Debito Usa, la tentazione del T Bond al 5%: quanto si guadagna e quanto si rischia con il dollaro

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I titoli di Stato americani offrono rendimenti superiori ai Btp, ma per chi investe in euro c’è l’incognita del cambio. Dalle scadenze brevi ai bond 2033, ecco opportunità e rischi

Vale la pena di cavalcare i rendimenti a stelle e strisce che ballano tra il 4 e il 5%? La moneta statunitense attrae da sempre un elevato numero di investitori. E l’attuale fase geopolitica rende la scelta di inserire in portafoglio strumenti denominati in dollari particolarmente sfidante. In estrema sintesi: nonostante tutto è sempre tempo di diversificare con il biglietto verde. Ma bisogna avere una capacità di sopportare il rischio robusta e, se si vuole ridurre un po’ lo spettro delle incognite, è meglio preferire le scadenze non troppo lontane che offrono un rendimento effettivo lordo a scadenza ben più elevato (quasi un punto e mezzo percentuale sulle scadenze 2028) di quello dei Btp. Vediamo perché.

Scenari e idee

Piena occupazione, inflazione al 3,7%, ovvero piuttosto distante dal target desiderato dalla Fed e aumento vertiginoso del debito pubblico sono tra le ragioni dell’impennata dei rendimenti e della manovra con cui Kevin Warsh, nuovo presidente della Banca Centrale Usa, ha deciso di alzare di un quarto di punti i tassi di interesse

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