
di Daniela Corneo
La nuova delibera portata in commissione dall’assessore alla Casa Giovanni Paglia, dice che d’ora in poi solo i singoli Comuni potranno premiare l’anzianità di residenza assumendosene la responsabilità esclusiva.
La Regione cassa dalle norme sull’Erp il requisito della residenza storica per accedere alle case popolari.
Un elemento, quello della residenza storica, che aveva scatenato un acceso dibattito politico in Emilia-Romagna, quando nel 2018, sotto la presidenza di Stefano Bonaccini, era stata emanata la legge regionale che consentiva ai Comuni di inserire punteggi premiali aggiuntivi nelle graduatorie Erp per chi risiedeva da più tempo nel territorio comunale.
L’Emilia-Romagna cambia le regole per l’accesso agli alloggi pubblici
Una norma, sostenuta dai Comuni di centrodestra, che era stata definita «anti immigrati». La nuova delibera di viale Aldo Moro, portata in commissione dall’assessore alla Casa Giovanni Paglia, sostanzialmente dice che d’ora in poi solo i singoli Comuni potranno premiare l’anzianità di residenza assumendosene la responsabilità esclusiva.
Viale Aldo Moro ha quindi recepito la sentenza della Corte costituzionale di gennaio in cui viene stabilito che la residenza storica o pregressa non può prevalere o snaturare il principio dello stato di bisogno, che deve restare il criterio fondamentale e




