Home / Economia / Ferie non godute, cambia tutto per i dipendenti pubblici: quando spetta il pagamento

Ferie non godute, cambia tutto per i dipendenti pubblici: quando spetta il pagamento

image

È possibile monetizzare le ferie residue alla fine del rapporto di lavoro. Ecco cosa prevede la nuova legge, quando l’amministrazione deve pagare e cosa possono fare i dipendenti che hanno accumulato giorni arretrati

Le ferie che non si riescono a smaltire non andranno più perse senza risarcimento. Per i dipendenti pubblici cambiano le regole: dopo quattordici anni diventa possibile la monetizzazione delle ferie non godute, cioè il pagamento in denaro dei giorni non usati quando il rapporto di lavoro finisce. Lo prevede la legge 174 del 5 ottobre 2026, che ha convertito il decreto PA ed è in vigore dal 7 ottobre. Il nuovo meccanismo riguarda le ferie maturate dopo quella data, ma anche chi ha giorni arretrati può far valere le proprie ragioni.

Ferie non godute nel pubblico impiego: addio al divieto di monetizzarle

Lo stop risale al 2012, quando una norma pensata per tagliare la spesa dello Stato vietò di pagare le ferie non usate, in qualsiasi caso: pensione, dimissioni, licenziamento o cambio di amministrazione. Chi non riusciva ad assentarsi per esigenze di servizio perdeva così i giorni accumulati, senza colpa e senza rimborso. A spingere per il cambiamento è stata l’Europa. Una direttiva del 2003 prevede

Tagged: