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Prezzi alimentari, dalle carote all’uva rincari fino al 421% dal campo al supermercato: la protesta degli agricoltori

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Le carote passano da 28 centesimi al chilo pagati ai produttori a 1,46 euro al dettaglio, l’uva da 58 centesimi a 2,99 euro. Cia denuncia il divario tra i prezzi agricoli e quelli al consumo e scende in piazza a Roma contro il caro-costi

Un chilo di carote viene pagato all’agricoltore 28 centesimi, ma quando arriva sul banco del supermercato costa 1,46 euro. Quasi cinque volte tanto. Per l’uva da tavola la distanza è altrettanto impressionante: 58 centesimi al produttore, 2,99 euro al consumatore. E mentre i prezzi sugli scaffali continuano a salire, quelli riconosciuti a chi coltiva la terra diminuiscono, in alcuni casi fino a non coprire neppure i costi di produzione. È il paradosso che attraversa la filiera agroalimentare italiana e che ha portato il 13 ottobre gli agricoltori in piazza davanti a Montecitorio, a Roma, per la mobilitazione nazionale organizzata da Cia-Agricoltori Italiani. Lo slogan è semplice: «I conti non tornano». E a guardare le cifre, il divario tra chi produce e chi compra è difficile da ignorare.

Dalle carote all’uva, quanto aumentano i prezzi dal campo alla tavola

I numeri raccolti da Cia fotografano una forbice che, soprattutto per frutta

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