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Il paradiso cinese è finito: i tedeschi perdono oltre il 20%

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La disamina dei numeri non può che partire dal gruppo Volkswagen. Il costruttore di Wolfsburg ha chiuso il terzo trimestre con 1.885.300 consegne, il 14,3% in meno rispetto al pari periodo dell’anno scorso, e gran parte della colpa è da attribuire proprio alla Cina, anche se non mancano segnali negativi da altre regioni. Se in Europa Occidentale il calo è stato del 2,8% (780 mila unità), nella parte orientale è stata registrata una crescita dell’1,4% (135 mila). Il Nord e il Sud America, invece, hanno perso rispettivamente il 5,8% (232.700) e il 2,4% (175.300). In calo anche il Medio Oriente/Africa (-10%) e l’Asia-Pacifico (-12,4%). Ma è proprio la Cina la peggiore, con un -38,5% e 405.800 consegne.

È però il consuntivo annuale il vero termometro della crisi cinese. A un’Europa (occidentale e orientale insieme) che cresce dell’1,7% a 2,956 milioni di veicoli anche grazie al contributo di elettriche e ibride, fa da contraltare una Cina in calo del 30,2% a 1,379 milioni nonostante una crescita dei modelli elettrificati che nel solo terzo trimestre è stata del 30% circa. Con il Nord America in calo del 4%, il Sud America in crescita del 4,3% e le altre regioni in flessione, è