
Tutto tace sul fronte delle accise sul diesel, mentre diverse compagnie continuano ad applicare spontaneamente un price cap. Secondo Staffetta, però, le organizzazioni di categoria Faib Confesercenti e Fegica chiedono al governo di prevedere per legge un tetto temporaneo di 90 giorni ai prezzi di benzina e gasolio, valido su tutto il territorio nazionale e per tutti i distributori.
L’attuale liberalizzazione resterebbe la regola, mentre il massimale rappresenterebbe un’eccezione riservata alle situazioni straordinarie, come quella attuale. Tra il 27 febbraio e il 24 settembre 2026, ricordano le sigle, il prezzo alla pompa è infatti salito di 49 centesimi al litro per la benzina e di 62 centesimi per il gasolio, nonostante gli interventi sulle accise.
Il livello del tetto non sarebbe deciso in modo discrezionale: si partirebbe dal prezzo industriale del 27 febbraio, aggiungendo soltanto gli aumenti giustificati dal costo del petrolio, dai noli e dal cambio, calcolati su un paniere di riferimenti internazionali e non su una singola quotazione.
Va poi considerato il costo della raffinazione. Oggi il margine tra petrolio e prodotto finito risulta infatti molto superiore alla media del 2025: 21 centesimi sulla benzina e 39 centesimi sul gasolio. La quota di questo extra da riconoscere alle imprese




