
di Redazione Online
Dopo lo «sciopero delle gite» in Alto Adige, la protesta arriva anche in Trentino. L’assessora Gerosa: «Non è la strada giusta. Ci sediamo a un tavolo quando il dialogo è costruttivo, non perché vengono fatti dei ricatti»
Dopo lo «sciopero delle gite» in Alto Adige promosso dai docenti del gruppo spontaneo «Bildung am Abgrund» per l’anno scolastico 2025/26 – e rilanciato per il 2026/27 – anche in Trentino monta la protesta degli insegnanti.
Un movimento – racconta Orizzonte Scuola – che «parte dalle sale professori e approda nelle aule di circa 40 istituti. Dopo la grande assemblea promossa dalla Flc Cgil che ha riunito oltre 1500 docenti, l’insoddisfazione per gli stipendi ritenuti inadeguati e per le ore di lavoro casalingo non pagate ha spinto gli insegnanti a organizzarsi in autonomia».
Ore in classe, attività collegiali, lavoro sommerso svolto a casa, ad esempio per la preparazione delle lezioni. E gli stipendi tra i più bassi d’Europa sono i problemi più contingenti. Ma non solo. Al liceo scientifico Galilei di Trento
– scrive l’Adige – 70 professori su 87 hanno deciso di non rendersi disponibili ad accompagnare gli studenti durante viaggi di istruzione, visite




