
di Massimiliano Del Barba
L’azienda di San Gervasio che produce piatti pronti di alta qualità ora guarda all’estero.
Le logiche snelle della lean production sviluppate nel settore automotive da Toyota applicate alla ristorazione. Ma non a Tokyo, bensì nella Bassa di San Gervasio Bresciano. Quella di The Gustibus è una storia che racconta una scommessa fra amici che si è trasformata in un affare molto serio: nata per valorizzare un investimento immobiliare, negli anni è cresciuta fra le mani dell’ingegner Luigi Bruschi, il quale oggi si trova a guidare – con l’approccio scientifico dell’uomo dei numeri e il taglio organizzativo del controllo di gestione – uno spin-off altamente innovativo nel settore dell’italian food. «Con gli amici di San Gervasio — racconta lo stesso Bruschi — all’inizio del millennio abbiamo incominciato a gestire un locale quasi per gioco, poi nel 2012 le nostre strade si sono divise». Ed è da quel momento che l’ingegnere cambia passo e mette i numeri nel piatto: «A fianco del ristorante, che oggi conta trecento posti a sede e impiega dieci dipendenti fissi, sei part-time e una ventina di addetti a chiamata, abbiamo incominciato a esplorare il mondo dei piatti pronti, attività che oggi




