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Riforma della Corte dei Conti, perché è importante come la separazione delle carriere ma non ne parla nessuno

di Alessandro Trocino

Dal Pnrr al Ponte sullo Stretto, numerosi gli scontri tra il governo e la Corte. Ora è arrivato in Parlamento il decreto di attuazione della riforma e forse, d’ora in poi, si dovrà chiamare Corte del Procuratore. Ecco perché

Non c’è argomento che sembri più noioso e lontano dal dibattito pubblico, quanto le competenze della Corte dei conti. Che però è un organo di rilievo costituzionale decisivo per l’equilibrio dei poteri. Verifica la legittimità degli atti del governo e l’andamento del bilancio dello Stato. E poi controlla l’uso corretto del denaro pubblico. Un vero e proprio contropotere indipendente. O, almeno, lo era fino a poco tempo fa. Perché ora è passata una riforma che diversi costituzionalisti ritengono in linea con la tendenza già registrata ai tempi del referendum sulla separazione delle carriere: provare a ridimensionare il potere delle toghe, creando meccanismi gerarchici e interferendo nella logica organizzativa.

Dagli scontri sul Pnrr al caso Ponte

Alcuni hanno voluto ravvisare le ragioni della riforma negli scontri che si sono registrati tra questo governo e la Corte dei conti negli ultimi anni. Il primo è del 2023, quando i magistrati criticano i ritardi nell’attuazione del Pnrr, il

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