di Silvia Morosi
La nuova edizione del «Living Planet», il report sullo stato di salute della Terra e della biodiversità, pubblicato dal Wwf International. Gli esempi positivi di tartaruga verde, tigre, elefante africano di savana, lupo e cervo sardo. «I progetti di recupero dimostrano che è possibile intervenire»
La biodiversità mondiale continua a perdere terreno, ma invertire la rotta è ancora possibile. È questo il doppio messaggio che emerge dal Living Planet Report 2026, il documento scientifico di riferimento sullo stato di salute della Terra e della biodiversità globale, pubblicato ogni due anni dal Wwf International, in collaborazione con la Zoological Society of London.
Il «bilancio medico» della Terra mette in luce come la dimensione delle popolazioni di specie selvatiche monitorate sia diminuita in media del 73% in 52 anni, tra il 1970 e il 2022.
Oltre 35mila trend di popolazione
Alla base dell’analisi c’è il Living Planet Index (LPI), elaborato dalla Zsl, che prende in esame 35.803 trend di popolazione relativi a 5.790 specie di vertebrati, monitorate nell’arco di oltre cinquant’anni. Il declino non è uniforme nei diversi ecosistemi osservati. A registrare la situazione più critica sono gli ecosistemi d’acqua dolce, dove il calo delle popolazioni raggiunge



