
Per la Torcal, la prima elettrica della casa inglese, Bentley ha studiato una firma sonora ispirata alle sensazioni del V8, nata da registrazioni, strumenti musicali e persino dalle imperfezioni che rendono il suono più “umano”
7 ottobre (modifica alle 18:33) – MILANO
Rivoluzione dopo rivoluzione, Bentley avanza verso il futuro. Dopo la Bentayga del 2016, il primo Suv della casa inglese, dieci anni più tardi ecco un’altra “prima”: la Torcal, la Bentley elettrica. Complicato metterne in dubbio le prestazioni: gli 821 Cv e i 1.194 Nm di coppia erogati dai due motori elettrici della versione base sembrano più che adeguati al blasone. E lo stesso vale per il piacere di guida, tra sospensioni attive a controllo elettroidraulico, al debutto su una Bentley, e la disponibilità continua di coppia dell’elettrico, unita alla sua fluidità di funzionamento. Più probabile che semplici appassionati e facoltosi clienti finiscano per confrontarsi su un’assenza comune a tutte le elettriche, quella di un V8 o di un W12 nel caso di Bentley che di tanto in tanto faccia entrare, sommessamente, la sua sinfonia nell’abitacolo. I progettisti di Crewe,




