
di Fabrizio Roncone
I leader sfilano in Aula. E in Transatlantico ricompare Scilipoti
Cinque ore trascorse dentro il Transatlantico di Montecitorio, un bel po’ noiose, però molto utili. L’assenza di potenziale drammaturgico non spiega qualcosa, ma tutto.
La notizia è che i ranghi dei parlamentari se ne stanno calmi e composti perché hanno capito che si va a votare.
Quando? Presto.
A maggio, o a giugno.
Chi l’ha deciso? Che domande: lei, Giorgia Meloni (gira pure voce che l’uscita dell’altro giorno, poi rettificata, di Lucio Malan, presidente dei Fratelli al Senato, ospite di Un giorno da pecora — «Potrebbe esserci la necessità di votare a maggio insieme alle Comunali» — sarebbe stata addirittura concordata con la premier: ricostruzione in fondo credibile, perché Malan non è di primo pelo e, soprattutto, non è incline a spararle grosse, non è un Delmastro, insomma).
All’inizio, qui, sembravano comunque solo passi perduti di un pomeriggio interminabile, andando avanti e indietro, ti offro un caffè alla buvette, è una ciofeca ma almeno facciamo qualcosa, tanto per far passare il tempo certi finiscono pure per bullizzare un po’ Domenico Scilipoti, comparso all’improvviso e vestito come Danny De Vito nel film «Matilda 6 mitica»: in




