È la mozione presentata da Fratelli d’Italia in Regione Lombardia a riaprire il confronto sui formaggi a latte crudo, sull’etichettatura e sui controlli previsti dalle Linee guida del Ministero della Salute per la prevenzione delle infezioni da STEC. Il documento chiede di rivedere alcune misure considerate penalizzanti per i piccoli produttori di montagna, comprese le modalità di informazione al consumatore e i piani di controllo. Le Linee guida partono dal rischio di contaminazione da Escherichia coli produttori di Shiga-tossine (STEC), che nei casi più gravi può provocare la sindrome emolitico-uremica (SEU), soprattutto nei soggetti più vulnerabili. Il punto non è vietare i formaggi a latte crudo, ma rendere più chiaro il rischio e consentire un consumo consapevole.
La produzione – e la successiva etichettatura – dei formaggi a latte crudo al centro del dibattito
La discussione arriva a pochi mesi dalla morte di Mattia Maestri, il bambino rimasto per nove anni in stato vegetativo dopo aver contratto una grave infezione collegata al consumo di un formaggio a latte crudo. Il punto da cui partire è la trasparenza verso il consumatore, come ha sempre rimarcato anche Italia a




