
di Adriana Logroscino
Il sostegno compatto del centrodestra. L’opposizione protesta: una prova di debolezza
Il governo incassa i primi due voti di fiducia sulla legge elettorale con largo vantaggio: rispettivamente, 227 sì, 149 no e 3 astenuti; e 226 sì, 147 no e ancora 3 astenuti (gli altoatesini della Svp) e pochissime assenze, 8. Nessuna sorpresa, poche tensioni nonostante l’ultimo tentativo delle opposizioni di sobillare una rivolta interna appellandosi alle donne di centrodestra contro «una legge che soprannominiamo Machellum, perché machista» (il copyright è di Elena Bonetti di Azione). Ogni operazione è vigilata dai leader di centrodestra, la regia della seduta a Montecitorio resta per tutto il giorno molto attenta. Oggi è la volta del terzo e ultimo voto di fiducia e poi di 41 ordini del giorno, tutti delle opposizioni (sette di Futuro nazionale), che impegneranno a lungo i deputati. Domani il voto finale e segreto. Rassegnate a un via libera anche le stesse opposizioni: «Questa legge la spazzerà via la Consulta», dice Benedetto Della Vedova di +Europa.
Mentre l’Aula deve ancora riempirsi, le opposizioni si prendono tutto il tempo a disposizione per ribadire il loro no allo Stabilicum. Una la tesi che torna negli interventi




