Braceria San Lorenzo nasce a Viterbo come una bisteccheria tradizionale, ma negli ultimi anni ha attraversato una profonda trasformazione. Al rientro in Italia dopo un lungo periodo in Spagna, Michele Uselli ne assume la gestione insieme alla moglie Annacarla e avvia un percorso di rinnovamento che parte dall’ambiente e arriva soprattutto alla cucina. L’obiettivo è superare l’idea della braceria in senso stretto, intesa come semplice insegna dedicata alla carne, e costruire intorno alla brace un’esperienza gastronomica più articolata. Modernizzare il locale, insomma, andando oltre l’immaginario della braceria tradizionale.
Officina Visiva
Michele Uselli, titolare di Braceria San Lorenzo a Viterbo
Dalla carne al pesce, come cambia la brace di San Lorenzo
La carne rimane il punto di partenza, ma non è più l’unico elemento identitario. La ricerca si concentra sulla qualità delle materie prime, sulla provenienza degli animali e sulla sostenibilità delle filiere, affiancando alle carni italiane anche selezioni internazionali e Wagyu giapponese. Nel tempo la proposta si è allargata al maiale e ad altre tipologie di carne, fino all’attuale interpretazione della brace, che comprende oggi anche il pesce, seppur in misura ponderatamente limitata.
PubblicitàCosa si mangia alla Braceria San Lorenzo
L’arrivo




