
di Aldo Cazzullo
L’ex capo della Polizia annuncia l’impegno in politia: «Accompagnerò il progetto di Ruffini. Avrei potuto aspettare qualche incarico da un governo ma è più importante costruire una nuova idea di Paese»
Franco Gabrielli, da tempo si parla di una sua discesa in campo. Ha deciso?
«Sì, ho deciso. Avrei potuto aspettare la nascita di un governo che mi affidasse magari qualche incarico. Ma non è questo che mi interessa. Credo sia più importante impegnarsi in prima persona nella costruzione di una nuova idea di Paese».
Quindi fonda un partito da solo?
«No. Non mi avventurerò in solitaria ma accompagnerò un progetto già in cammino: quello di Ernesto Maria Ruffini».
«Perché vi ho riconosciuto valori molto vicini ai miei. Lo faccio senza chiedere ruoli o garanzie: prima viene il progetto, poi il resto».
Ci aiuti a capire meglio. Qual è la sua storia politica?
«Dai 14 ai 24 anni ho militato nel Movimento giovanile della Democrazia cristiana, arrivando a responsabilità nazionali. Era la Dc della primavera di Benigno Zaccagnini, del tentativo di rigenerare un partito troppo identificato con il potere. Poi scelsi un altro modo di servire il Paese».
E divenne funzionario di



