
di Barbara Visentin
La cantautrice venerdì 2 ottobre pubblica il nuovo album «Amore a dismisura», a sette anni dal precedente
Un disco di domande. Paola Turci, fresca di Premio Tenco alla carriera, torna dopo sette anni con «Amore a dismisura», un album «scritto di getto» (lo presenterà live il 29 novembre a Milano e il 3 dicembre a Roma) in cui confluiscono tanti interrogativi, ammissioni di fragilità, errori reiterati, ma anche l’energia di una ripartenza.
Sono tanti sette anni senza un album.
«Tantissimi, ma non me lo sono chiesto. Semplicemente non potevo fare diversamente. Ho cominciato a scrivere questo disco nel 2024, ma prima, nel 2022, avevo lavorato a un album intero, che poi ho lasciato lì, perché non mi assomigliava. Niente è stato buttato di quell’esperienza. Ma tornando da sola, felice di tornare a vivere nella mia città e nella mia casa a Roma, mi sono chiusa in un residence, ho cominciato a scrivere ed è venuto fuori questo».
In questo disco si riconosce?
«Sì, mi assomiglia moltissimo. Lo trovo un disco pop, chiaro e diretto, ma non si accosta assolutamente all’idea di radiofonicità o sanremesità. Vedo un’accezione moderna, forse rivoluzionaria, nel fare un disco suonato, perché




