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Caffè: l’Italia non lo coltiva, ma ne trasforma 424mila tonnellate l’anno

Il caffè è uno dei prodotti che gli italiani sentono più propri, ma è anche uno di quelli di cui conoscono meno la filiera. In Italia se ne consumano quasi 287mila tonnellate l’anno, pari a circa 4,9 kg pro capite, e il Paese ha costruito attorno alla trasformazione del chicco un’industria da 5,9 miliardi di euro. Eppure più della metà dei consumatori dichiara di non conoscere le diverse fasi della produzione e solo il 27% sa che l’Italia non coltiva caffè in quantità significativa. Nel 2025 l’Italia ha importato 641.234 tonnellate di caffè verde e ne ha trasformate 424.168 tonnellate in prodotti tostati e solubili. È nella selezione, nelle miscele, nella tostatura e nella trasformazione che il sistema italiano concentra competenze e valore; la materia prima, invece, arriva dai Paesi produttori ed è quindi esposta alle condizioni climatiche, alle rese agricole e alle difficoltà economiche delle aree d’origine, ma anche a eventi catastrofici come il terremoto in Colombia. Dietro la tazzina c’è dunque una filiera molto più internazionale di quanto suggerisca il ruolo centrale dell’espresso nella cultura italiana. Ma la fragilità non riguarda soltanto la parte agricola e finisce per gravare anche e soprattutto sui bar, i luoghi tradizionali in

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