di Walter Riolfi
Dietro alla crescita dei rendimenti, tornati ai livelli del luglio 2007, non c’è solo la preoccupazione per il super debito pubblico Usa, arrivato a 40 mila miliardi di dollari. Pesano anche i timori per la redditività dell’Ai
A un primo sguardo si direbbe che i problemi etici stiano offuscando l’idilliaca visione che Wall Street s’è fatta dell’intelligenza artificiale. E c’erano buone ragioni per crederlo, poiché l’allarme sui rischi catastrofici della nuova e straordinaria «rivoluzione tecnologica» sono arrivati da Dario Amodei, numero uno di Anthropic e Sam Altman, capo di OpenAi. Chi gestisce l’Ai «potrebbe essere in grado di prendere il controllo dell’intero Internet, causando potenziali danni per centinaia di miliardi di dollari». E non in un lontano futuro, ma fra sei o 12 mesi, ha precisato Amodei. E un ex ricercatore di Anthropic (Jacob Coxon) aveva persino vaticinato la distruzione dell’umanità a fine decennio.
Ma, quando s’è visto che la medesima apprensione era stata manifestata anche da funzionari cinesi e soprattutto da Elon Musk, è sorto il dubbio che, agli scrupoli morali di alcuni, si sommassero gli interessi economici di altri. «È tutta una bufala», ha tuonato Donald Trump, così si uccide «la gallina




