Nei trapianti, l’età biologica dei riceventi sembra influenzare quella degli organi donati. I cuori espiantati da pazienti più anziani ringiovaniscono, nel corpo di pazienti più giovani; quelli di donatori più giovani invecchiano se trapiantati in pazienti più in là con l’età.
La scoperta, illustrata in uno studio in pre-pubblicazione sul server bioRxiv e non ancora sottoposta a revisione tra pari potrebbe, se fosse confermata, allargare la platea di possibili donatori anche a pazienti più anziani rispetto a quelli attualmente considerati idonei.
Trapianti: la questione dell’età
In Italia non esistono limiti anagrafici alla donazione di organi perché le nuove tecniche di perfusione consentono di ossigenare gli organi e migliorare la loro funzionalità prima dei trapianti. Queste metodologie permettono di ridurre al minimo lo stress infiammatorio e la sofferenza legata all’interruzione e poi al ritorno dell’ossigeno, di eseguire test di vitalità degli organi prima del trapianto e di rivalutare quelli di donatori più anziani.
È dunque importante che anche le persone in là con gli anni esprimano la propria volontà di donare (per approfondire: Tutti i modi per esprimersi sulla donazione).
I trapianti di cuore fanno eccezione: i limiti di età del donatore sono più stringenti




