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Campo largo, il segretario Pd Mazzù e il cantiere Torino: «Sì all’alleanza con il M5S, no alle primarie. Il candidato resta Lo Russo»

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di Simona De Ciero

«La manifestazione Sì Tav? Strumentalizzata dalla destra, si è trasformata in un flop». E a Maurizio Marrone, che legge nell’assenza del sindaco una difficoltà politica: «È solo preoccupato perché c’è qualcuno più fascista di lui»

«Non candidare un sindaco che sta dimostrando di rilanciare e cambiare volto a questa città sarebbe demenziale». Marcello Mazzù, segretario metropolitano del Pd, apre al Campo largo ma fissa un punto fermo: Stefano Lo Russo. E a Maurizio Marrone, che legge nell’assenza del sindaco dalla manifestazione Sì Tav un segnale di difficoltà politica, risponde con una battuta tagliente: «È preoccupato del fatto che c’è qualcuno più fascista di lui e non se lo aspettava».

Segretario Mazzù, il Campo largo a Torino si può costruire anche se i Cinque Stelle mettono in discussione il Lo Russo bis?

«In un momento politico così importante per il Paese, se si hanno a cuore le sorti delle cittadine e dei cittadini, si costruisce un programma progressista sui temi e si mettono da parte i personalismi. Non è che si va d’accordo in tutta Italia e poi a Torino no. Preferisco ragionare su tutto quello che ci unisce, che è molto».

Nell’area metropolitana il dialogo

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