
di Gian Guido Vecchi
Papa Leone ha risposto alle domande dei giornalisti sul volo che lo ha riportato in Vaticano dopo la visita in Francia. «Occorre mostrare coraggio nella negoziazione ed essere pronti a sacrificare alcune posizioni per il bene superiore della pace»
DAL NOSTRO INVIATO
SUL VOLO PAPALE Leone XIV ha lasciato da poco Metz, quando raggiunge i giornalisti in fondo al volo AF4006 che lo riporta a casa e risponde alle domande alternando inglese e spagnolo. Nella città di Robert Schuman, padre fondatore dell’Europa, il Papa americano ha ricordato alla Ue come e perché è nata, dopo due guerre mondiali: la dichiarazione dell’allora ministro degli esteri francese che il 9 maggio 1950 propose alla Germania di porre sotto il controllo di un’«Alta autorità» comune la produzione del carbone e dell’acciaio, essenziali all’industria degli armamenti, per rendere «impensabile» e «materialmente impossibile» un nuovo conflitto, un’intesa cui aderirono anche Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, il nucleo originario della futura Unione. E invece «oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova “inutile strage” che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili», ha detto Prevost, citando l’espressione di Benedetto XV che nel 1917 tentò invano di fermare la




