
di Mauro Pigozzo
La provocazione di Mister Amarone: «A livello nazionale, due Doc su tre potrebbero esser cancellate senza contraccolpi. Per risolvere la crisi del vino meglio investire su generici regionali, come un “rosso veneto” o simili»
Quello del Prosecco Doc è un impero che si estende su quasi trentamila ettari e due Regioni. Quello dei Colli di Conegliano è un piccolo feudo da 17 ettari. Analizzare questi due estremi rende la varietà del Veneto del vino: 14 Docg, 29 Doc e 10 Igt. Realtà nell’ultimo periodo alle prese con il dibattito innescato da Mister Amarone, Sandro Boscaini, presidente di una realtà quotata in Borsa e attiva sui mercati mondiali come Masi Agricola. La sua è una voce ascoltata a livello globale. «A livello nazionale, due Doc su tre potrebbero esser cancellate senza contraccolpi. Molto meglio per risolvere la crisi del vino investire su generici regionali, ad esempio su un ‘rosso veneto’ o simili», aveva detto a inizio settembre, ragionando di una vendemmia alle prese con i cambiamenti climatici e delle soluzioni per affrontare un mercato in crisi: «Siamo in periodo di sovraproduzione – aveva aggiunto – non dobbiamo creare confusione nei consumatori».
I numeri
Declinato il ragionamento




