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«Mitridate, re di Ponto»: benarrivato al San Carlo

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Dario Ascoli / CorriereTv

Applausi per il debutto assoluto al San Carlo di «Mitridate, re di Ponto». Riccardo Frizza dirige con compostezza un cast di alto livello, Il regista Claus Guth ambienta la vicenda in una dinastia imprenditoriale degli anni Settanta, in una lettura intensa e simbolica che convince, pur lasciando qualche riserva sul versante orchestrale. A 256 anni dalla partenza di Wolfgang Amadeus Mozart da Napoli, «Mitridate, re di Ponto» approda finalmente per la prima volta sul palcoscenico del Teatro di San Carlo. Un debutto atteso e accolto da lunghi applausi, grazie a una produzione di forte impatto teatrale sostenuta da un cast di prim’ordine, con la regia analitica di Claus Guth. Il regista tedesco abbandona l’Anatolia del I secolo avanti Cristo per trasportare la vicenda negli anni Settanta del Novecento. Al centro non c’è più un regno da difendere, ma un impero economico conteso da una famiglia divorata dall’ambizione. La grande villa rotante ideata da Christian Schmidt diventa il luogo fisico e mentale in cui si consumano ossessioni, rivalità e dipendenze, trasformando la tragedia mozartiana in una riflessione sulle dinamiche del potere e sui conflitti familiari. Pur dichiarando di essersi ispirato alla serie «Succession», Guth evita qualsiasi

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